Le cabanes

Le cabanes

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Cabanes. Così chiamiamo i bivacchi che ci ospitano nelle numerose uscite in campo.

Questi rifugi hanno forme e utilizzi differenti. Alcuni sono container modificati, come gli ex container frigo di Cap Cotter, ora camere da letto;  altri sono veri e propri chalet in legno, come la splendida capanna di Sourcils Noirs, dove si respira aria di montagna a un centinaio di metri dall’oceano. Ci sono anche igloo destinati alle esplorazioni polari, come quello di Port Elisabeth, capanne di giardinaggio riadattate, come le cabanes di Baie Charrier e di Cap Noir, utilizzate soprattutto per smezzare le camminate più lunghe. Vi sono poi cabanes più grandi, che ospitano per lunghi periodi i ricercatori “statici”, il cui tema scientifico è a pochi passi dal rifugio. Questo è il caso della cabane Guetteur che si trova a pochi metri dalla colonia di pinguini reali di Ratmanoff, dove ornitologi e specialisti si fermano per settimane o anche mesi.

Ogni bivacco è situato vicino a fiumi o laghi per poterne utilizzare facilmente l’acqua, ed è fornito di gas (talvolta da campeggio), bidoni di cibo, letti e materassi. All’interno tutto è sistemato al meglio per ottimizzare gli spazi: la logistica IPEV è specializzata in questo!

Noi ricercatori passiamo la maggior parte delle nostre serate e notti in queste cabanes, che sono un po’ le nostre “seconde case” dopo la base di Port aux Français.

In questi mesi ho avuto la fortuna di dormire già in tutte le cabanes accessibili e posso dire che ognuna ha il suo perché: svegliarsi accanto a un lago tra le montagne, su un promontorio davanti all’oceano, o grazie al canto dei pinguini. Tutte esperienze magnifiche!


Cap Cotter
Cap Cotter

 

Sourcils Noirs
Sourcils Noirs

 

Port Elizabeth
Port Elizabeth

 

Cap Noir
Cap Noir

 

Guetteur
Guetteur

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